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Storie svizzere che hanno fatto notizia nel 2018

La Svizzera c’è. Piccola ma potente, a volte terra ambita e sognata. Ecco a cosa hanno dato eco i media internazionali durante il 2018.

No a Trump
A gennaio 2018, 2mila manifestanti hanno protestato a Zurigo contro l’arrivo previsto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il World Economic Forum (Wef) come ripreso da Reuters. A gennaio ritornerà l’appuntamento internazionale a Davos e forse si replicherà con le proteste.

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20 is the magic number
Il tennista Roger Federer, a gennaio, ha conquistato il sesto titolo in Australia e il 20° Slam della carriera. 20 sono anche i suoi anni di carriera, iniziata nel 1998. La Bbc, tra gli altri, riporta la notizia.

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Il fine vita delle aragoste
Il Consiglio federale ha stabilito che, dal 1° marzo, le aragoste prima di finire in pentola devono essere stordite elettricamente o devono subire la “distruzione meccanica del cervello“. La norma proibisce anche il trasporto in casse piene di ghiaccio. Le aragoste possono essere trasportate solo in vasche di acqua di mare. La decisione del Consiglio federale rientra in una più ampia revisione delle leggi svizzere sulla protezione degli animali. Qui ne parla, tra gli altri, TheGuardian.

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Rottamare la TV pubblica
Tra i referendum che hanno portato gli svizzeri alle urne, c’è quello per abolire o meno il canone obbligatorio per TV e radio. Lo scorso marzo oltre il 70% degli elettori ha respinto l’ipossia dell’emittente pubblica svizzera. Reuters ha dato, tra gli altri, copertura alla notizia.

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Il fine vita di uno scienziato
Lo scienziato australiano David Goodall, 104 anni, a marzo ha raggiunto la Svizzera per porre fine alla sua vita mediante il suicidio assistito. Della notizia si è occupata anche la Cnn.

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Dalle corna alla Cedu
Il 25 novembre 2018 si è votato, tra le altre cose, per scoraggiare l’amputazione delle corna a mucche e capre. I No alla tutela delle corna sono stati il 55%, in Ticino hanno prevalso i Sì per il 50,4%. Qui ne parla il Wall Street Journal.

Si è votato anche per la proposta dell’Udc che chiedeva di subordinare i trattati internazionali alle leggi svizzere. Il 66% dei votanti ha detto No, in Ticino la proposta è stata bocciata dal 53,9% dei votanti. Ciò vuole dire che, ad esempio, chi ritiene che i tre gradi di giustizia nazionali non abbiano statuito adeguatamente, potrà ancora rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per tutelare i propri diritti e, nel contempo, il diritto elvetico deve accogliere le decisioni prese a Strasburgo.

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No stretta di mano, no cittadinanza
Losanna ha negato ad una coppia musulmana la cittadinanza svizzera per via del rifiuto di stringere la mano ai membri del sesso opposto; il divieto posto dall’ortodossia islamica al contatto fisico tra i sessi, a meno che non si tratti di parenti, è stato ritenuto incompatibile con l’eguaglianza di genere. Questa decisione, presa ad agosto, è stata ampiamente ripresa dalla stampa internazionale, compreso dal The Washington Post.

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Le spie russe
Arrestati dall’intelligence olandese in collaborazione con altri paesi, due sospetti agenti russi progettavano di spiare il laboratorio chimico di Spiez (BE) che aveva partecipato all’analisi dell’agente nervino utilizzato per avvelenare, in Inghilterra, l’ex spia Sergei Skripal e sua figlia Yulia. Sul caso si è chinato anche il Financial Times.

Noios volevam savuar
The New York Times, riprendendo le perplessità della stampa svizzera, ha dedicato un articolo alle difficoltà con l’inglese del Consigliere federale romando Guy Parmelin, attualmente ministro del dipartimento federale della Difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps) e prossimo alla guida del dipartimento federale dell’Economia, della Formazione e della Ricerca (Defr). Il titolo del quotidiano si riferisce alla risposta data da Parmelin a un giornalista svizzero che chiedeva se avesse competenze in inglese, risposta che suona come “Io l’inglese capire posso” (I can english understand). Il New York Times ha citato anche la vignetta dedicata a Parmelin dal Neue Zürcher Zeitung am Sonntag con il Consigliere alle prese con le istruzioni in inglese di un manuale e le preoccupazioni, più serie, del tessuto imprenditoriale per la nomina di Parmelin, riprese da Le Temps.ch.

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(Vignetta: nzzas.nzz.ch)

Dove studiano le signorine perbene
Il rinomato The New Yorker, con tono sarcastico, si è occupato di un istituto unico nel suo genere. Si trova a Glion, frazione del comune di Montreux, l’ultima scuola di perfezionamento dove le “signorine perbene della società” possono andare ad imparare le buone maniere e l’etichetta per ogni occasione. Lo scopo del piano educativo, non è trovare un marito ricco, ma imparare a gestire la propria posizione privilegiata in società e comportarsi in modo consono.

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Questi i temi a cui hanno dato ampia copertura i media internazionali e, al di là degli incidenti di percorso e degli scivoloni, restano esempi di democrazia.