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Assistenza in Ticino, la soluzione che non arriva

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8.324 casi di assistenza in Ticino. E c’è chi, guardando i numeri di maggio 2019, brinda alla flessione rispetto al mese di aprile dello stesso anno. A coloro facciamo notare che la flessione non esiste, giacché su base annua (rispetto a maggio del 2018), c’è stato un aumento del 2% circa.

I dati che, per quanto preziosi necessitano di alcune considerazioni a corredo, non mostrano soltanto una situazione di emergenza, mostrano che il comparto politico non avverte questa emergenza, continuando a sostenere che il mercato del lavoro sia florido e che l’economia goda di buona salute.

Questi numeri vanno integrati in altre realtà locali, che toccano il frontalierato e la scuola.

 

Assistenza e assistenzialismo
Torniamo per un attimo sui numeri: a maggio del 2019, secondo i dati forniti dalla Divisione dell’azione sociale, le persone beneficiarie di un aiuto pubblico era 8.324, 29 persone in meno rispetto al mese precedente (-0,3%). Un dato che va contestualizzato e, adoperando come punto zero il mese di maggio del 2018, le persone in difficoltà serie sono 155 in più (quasi il 2%). Chi canta vittoria è un mascalzone.

Fra Martino Dotta, uomo di spessore ed esperto, ha un’opinione diversa.

Al di là dei numeri attuali occorre chiederci cosa stia facendo la politica per aiutare queste persone a riguadagnare l’indipendenza economica e, in qualche modo, la dignità. E qui, come esige il vecchio adagio, casca l’asino. Un conto è assistere il cittadino, e fino a qui ci si muove nella nobile arte del buon governo, un conto è assisterlo per tutta la vita.

Non ministri ma maestri
Oggi, in italiano, si tende a credere che un ministro valga più di un maestro. In realtà l’etimologia delle due parole mostra con ampia certezza il contrario. Maestro è autorità morale, capacità, ma anche comandante (master), e che dire poi della maestria, ovvero della capacità assoluta?

Ministro, al contrario, non è un sostantivo così alto. Anche nel mondo ecclesiastico il ministro è colui che porta il verbo o amministra una parrocchia o una diocesi. Anche nel mondo ecclesiastico e religioso di maestro ce ne è stato uno e uno soltanto.

È arrivato il momento (ed è urgente) che esecutivo e legislativo ammettano i propri limiti e si facciano aiutare da maestri. Perché i problemi del frontalierato da un parte e della pochezza della scuola dall’altra vanno affrontati e non solo pettinati. Il primo annichilisce il mercato del lavoro attuale, il secondo il mercato futuro. Cosa si sta facendo per il benessere dei cittadini? E come si potrebbe fare qualcosa se non si capisce l’entità (e l’urgenza) dei problemi che si è chiamati a risolvere?

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