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L’Europa contro le fake news

Il parlamento Ue vuole conservare l’unità continentale limitando le ingerenze estere. Al via una stretta di vite contro le fake news

Le ingerenze estere, soprattutto quelle russe, possono minare l’unità continentale. Così l’Unione europea ha deciso di alzare scudi contro le fake news, strumento tra le altre cose utile a chi tende a destabilizzare il non sempre idilliaco continente europeo nel suo insieme, tra Europa politico-economica e quella geografica.

Il Parlamento europeo, attraverso un report, ha comunicato che nel corso di questo 2019 sono già stati rilevati 998 casi di disinformazione, per lo più provenienti dalla Russia e divulgati mediante social media e motori di ricerca. Gli effetti di queste offensive restano però soltanto difficilmente misurabili. L’intento primo è quello di confondere i mercati finanziari e pilotare i risultati elettorali.

L’apposito gruppo di lavoro, noto con il nome di East StratCom, è stato potenziato con 469 voti a favore e 143 contrari. Scopo del team è quello di monitorare le ingerenze estere e limitare la diffusione delle fake news.

La notizia nella notizia, non riportata dai principali media, c’è: il giornalismo e l’informazione sono sotto attacco. Pochi facinorosi mettono in discussione il lavoro di molti professionisti preparati, l’Ue corre ai ripari (come è legittimo che sia) e a farne le spese è l’informazione libera, il pluralismo dei media e l’affidabilità e la fiducia di chi, seriamente e ogni giorno, descrive i fatti, la società e il mondo.