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Windows 7 Open source? Non se ne parla proprio. Però…

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La Free Software Foundation (FSF) desidera che Windows 7, il sistema operativo che Microsoft ha mandato in pensione all’inizio di questo 2020 diventi Open source.

La FSF sostiene che Microsoft, con la fine del supporto a Windows 7, può in qualche modo “pagare pegno” e, rendendolo open, lasciare alla comunità l’opportunità di continuare a dare ossigeno e migliorare quel sistema operativo che avrebbe aperto la strada, secondo la stessa FSF, alle minacce per la privacy e la sicurezza. Per chiamare a raccolta gli utenti di tutto il mondo, è stata lanciata una petizione online.

Cosa dicono a Redmond
Nel quartiere generale di Microsoft le bocche sono cucite. La richiesta della FSF non verrà accolta, per diversi motivi, su tutti la necessità di lasciare a Windows 10 il compito di essere istallato sul maggior numero di personal computer possibile, possibilità che verrebbe minata da un sistema operativo stabile quale è Windows 7, mantenuto da una comunità di appassionati.

I tempi cambiano
La notizia vera, al di là della richiesta che appare garibaldina, è che soltanto una manciata di anni fa l’idea sarebbe stata balzana mentre oggi, al di là del parere negativo di Microsoft, ha comunque una sua raison d’être, perché il colosso di Redmond ha cambiato approccio nei confronti del software aperto, collaborando persino allo sviluppo del kernel Linux.

 

 

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