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Michele Bertini non risponde

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Ritorniamo sul caso che vede protagonisti il vicesindaco e capo dicastero sicurezza di Lugano Michele Bertini, il comandante della polizia cittadina Roberto Torrente e un sergente della PolCom medesima.

Ricapitolando (due approfondimenti possono essere consultati qui e qui) a inizio 2018 una giornalista de ilCronista ha informato Bertini e Torrente dei presunti soprusi compiuti dal sergente, fornendo nomi di vittime, luoghi e date.

Dopo un mese di silenzio la nostra giornalista ha chiesto se ci fossero novità e Torrente ha risposto che non intendeva procedere contro il sergente perché vige la presunzione di innocenza. Non risulta a oggi che i testimoni siano stati ascoltati, che le (presunte) vittime siano state interpellate. Una decisione che appare senza logica.

Abbiamo chiesto lumi a Michele Bertini il quale, come da copione tra l’altro, non si è assunto né la briga né la responsabilità di spiegare ai cittadini che il sergente avrebbe vessato, come mai è stato scelto di tutelare chi dovrebbe proteggere i cittadini.

Proveremo a contattare direttamente il capitano Torrente, anche se – quando si interrogano i vertici di istituzioni, istituti o enti – il silenzio impera inglorioso.

 

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