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Stato sprecone, l’Udc vuole dare meno soldi allo Stato

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Un anno fa, era il mese di gennaio del 2019, ilCronista si interrogava su quanto fosse reale l’annuncio del Consiglio di Stato secondo il quale le finanze pubbliche godessero di una boccata di ossigeno. Conti alla mano, è risultato che tre singole voci di spesa sarebbero pesate sulle spalle dei ticinesi, nel corso di un quadriennio, in ragione di 272 milioni di franchi in più del previsto.

Sul tema è ritornata l’Udc che, oltre a sollevare qualche dubbio sulla presunta buona salute dei forzieri statali, ha proposto anche delle soluzioni, garantendo che, per voce del capogruppo in parlamento Sergio Morisoli, i democentristi non sono pirati della finanza pubblica.

A finire sotto la lente del già citato Morisoli, accompagnato da Paolo Pamini ed Edo Pellegrini, è soprattutto il risanamento che, ancora, non è nelle mire dello Stato. Se i bilanci tendono a pareggiare è giunto il momento di pagare i debiti.

Per restringere il debito pubblico (oltre due miliardi di franchi), ci vogliono metodi e l’Udc ne ha elencati quattro: sgravi fiscali, obbligare lo Stato a spendere meglio, revisione dei compiti e controllo di efficienza ed efficacia.

Dare meno soldi allo Stato, attraverso sgravi fiscali soprattutto a carico dei ceti medio-bassi, è una reazione logica che però declassa il governo. Si intende ridurre la paghetta al bambino che compra troppe merendine. Ci si chiede, in questo caso, dove sia la responsabilità dello Stato di fronte alle spese sostenute e, soprattutto, quali siano i piani di risanamento. Occorre – stando almeno al punto di vista dell’Udc – ridurre il debito prima che la situazione sfugga di mano.

Va ricordato che è il ceto medio il contribuente per eccellenza ed è proprio per il ceto medio che lo Stato deve fare di più, prevedendo quegli sgravi che incentivino l’economia e permettano anche di attuare forme personali di risparmio.

Le misure relative alla riorganizzazione (o alla revisione) dei compiti dello Stato e all’efficienza con cui questo conduce i propri doveri sono tuttavia irrealizzabili. Quale forza politica oserebbe mettersi contro i dipendenti pubblici? Questo è il gatto che si mangia la coda e che riguarda non soltanto la vita politica ticinese. Facile a dirsi, molto più complicato da realizzare.

Quello che è certo, e l’Udc non ha ragione di essere smentita, è che lo Stato deve spendere meno e meglio.

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