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Microsoft chiude i negozi fisici e vende soltanto online

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Microsoft chiude i negozi fisici e continuerà le attività online. Una mossa che produce, nell’immediato, costi per 450 milioni di dollari e ha una ricaduta più che sensibile sulla seconda trimestrale del 2020, che copre il periodo dal primo aprile al 30 giugno.

Una mossa ovvia, stando alla filosofia di Microsoft che, da anni, sta progressivamente e per quanto possibile lasciando il mercato end user, per concentrarsi sulle aziende.

Così è definitivamente tramontato il sistema operativo mobile di Redmond (Windows Phone, poi ribattezzato Windows Mobile), con il quale aveva proposto telefoni adatti al mondo aziendale, troppo in ritardo, non riuscendo a creare quella suite di hardware (computer, telefoni e tablet) che avrebbe permesso la completa sincronizzazione tra di loro, adatta soprattutto a chi lavora in movimento.

Microsoft resta concentrata sulle aziende, ossia su quel segmento di mercato che è il principale consumatore di software e servizi online.

Una decisione che non sorprende. Il mondo dell’Information Technology si sta spostando sul cloud, sulla raccolta e sull’esame dei dati, sull’intelligenza artificiale. Ambienti e comparti che valgono miliardi di dollari e di cui i singoli individui se ne fanno poco.

Questa mossa rispetta le decisioni passate e le decisioni future di Microsoft (e di altri giganti del tech, tra cui Amazon che non fa la maggior parte del suo fatturato con lo store online ma con i servizi Amazon Web Services). Il futuro è orientato verso le aziende.

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