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Tha Supreme, il rap diventa grande

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Al secolo si chiama Davide Mattei, classe 2001, nato a Fiumicino. È conosciuto con il nome di Tha Supreme e, nonostante la sua giovanissima età, canta, produce, scrive, mixa e registra tutto da sé. Il disco 23 6451 (“le basi”, nel linguaggio leet, che usa i numeri al posto delle lettere) è un bel disco. Anzi, un disco di responsabilità, perché spazza via in un colpo solo i rapper italiani, dando sfoggio di capacità musicali e compositive invidiabili.

Tant’è. Torniamo a 23 6451. Tha Supreme ha dato una pennellata di fresco (e ci voleva) alle ormai vetuste metriche del rap, arrivando a confezionare una sorpresa dopo l’altra, incluso un basso capace che, in un brano trap, è un lusso autentico. E il trap, leggeruccio al di là di ogni attesa, di ripennellate ne avrebbe bisogno più d’una.

C’è una matrice sorprendentemente evoluta nelle capacità di Mattei (che ha coinvolto anche la sorella nel suo progetto), tenendo conto che si sta parlando di un 19enne capace di rendere ben più dei colleghi anche leggermente più “anziani” di lui.

Nel rapporto con la musica rap francofona e anglofona, al momento almeno, Tha Supreme esce vincente. E con diverse lunghezze di vantaggio.

Era dal 1991, anno in cui si sono formati i 99 Posse, che la musica rap italiana non viveva un momento così alto. Ci sono voluti oltre 2 decenni, ma il risultato è sfavillante.

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