LOADING

Type to search

Economia Fact checking News Politica

Giù le mani della politica dalla politica! (E parlateci di quello che non avete fatto)

Avatar
Share
piazza governo, il cronista, ilcronista

L’UDC incassa, a livello federale, la bocciatura di 4 temi su 5. Il partito si erge a paladino di un popolo che desidera altro. Non è la sacralità della libera circolazione delle persone a essere emersa come importante per gli svizzeri, ma l’economia legata all’Europa, salvifica per la Svizzera come per ogni altro paese. E ora cosa ci aspetta da un partito che non sa più leggere la realtà? Una scenata contro la Berna cattiva o contro il potenziale intellettuale di chi ha votato contro l’iniziativa UDC? L’umiltà per cambiare registro e trovare una soluzione gradita e applicabile, è davvero chiedere troppo? Il contenuto politico, veramente afferente in senso stretto alla politica, dove diavolo sarebbe?

Raccattare voti è un conto, non abusare della fiducia del popolo è un altro paio di maniche.

Fiorenzo Dadò, presidente del PPD si veste da leghista e offre il peggio che un uomo possa offrire, con commenti sessisti e prevaricanti. Poi si lancia in una serie di post su Facebook, guardando la demagogia dall’alto e rasentando il populismo più becero. Ha cercato di puntare sulla più stupida delle vanità dell’opinione pubblica e ha ottenuto un sonoro niente. Qualche pacca sulle spalle dai soliti leccaculo. Con un distinguo di non poco conto: il Ticino ha bisogno – oggi come non mai – di politici di razza. I leccaculo, quelli, non spostano l’asse di una virgola. Ci sono sempre stati, ci saranno sempre e contano zero.

Il riassunto più conciso che si possa fare di questi fattacci è lapidario: il parlamento ticinese resta incagliato, con spettacolini da teatrino amatoriale di periferia, nella rete delle molestie in seno ai pubblici uffici. Come se non ci fossero mai state, come se tutti si fossero svegliati di colpo. E tutto ciò, senza una visione futura, senza correttivi, senza investimenti.

Andiamo avanti
In Ticino l’aumento dei premi delle casse malati è superiore a quello degli altri cantoni.

Il direttore del dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, va in tv a dire che applica a modo suo le leggi che non gli piacciono.

Il 25% dei procuratori pubblici uscenti (5 su 20) non avrebbero i numeri minimi per la riconferma. Viene da chiedersi quali altri numeri abbiano i 15 riconfermabili. Sono profili elevati o superano di poco gli obiettivi minimi?

Ciò che “sembra” è un attacco alla magistratura. Qualcuno la tiene sotto scacco, forse per interessi personali. Non è possibile mettere in discussione per la prima volta procuratori che lavorano per la magistratura da quasi due decenni. Di colpo ci si è accorti che non hanno i requisiti minimi per svolgere il loro lavoro? Quindi occorre rivedere tutti i fascicoli su cui hanno lavorato. Siamo in Svizzera, mica in Cina. I processi sono cose serie e se sono stati affidati a pp incapaci, da qualche parte hanno fatto danni.

Nel Cantone Ginevra il salario minimo è stato adottato in una manciata di settimane. In Ticino se ne parla da quando il caso Argo non era ancora scoppiato. (Altra patacca politico-intellettuale che fa arrovellare le busecche). In Ticino il salario minimo è indigesto proprio a quel partito che dice di adoperarsi per il popolo, l’UDC. Scagliarsi contro l’Europa è facile, mediare il salario minimo con gli attori economici necessita di prove di alto management, alta intelligenza e alto senso dell’etica.

Sembra un bollettino di caduti in guerra, invece è quanto successo in meno di un mese in Ticino.

E ancora qualche rappresentante del popolo ammorba i ticinesi con storia secondo cui governo e parlamento si danno da fare. I risultati, esattamente, quali sarebbero? Che senso ha darsi un gran daffare se poi i risultati non arrivano? Non sarebbe meglio cambiare sport?

Se ciò che è stato fatto dà risultati simili, forse è meglio che la politica vada rivista in modo sostanziale.

Leggere che il direttore del dipartimento della Sanità e della Socialità, Raffaele De Rosa, risponde piccato a chi lo accusa di immobilismo in materia di premi, sostenendo di avere scritto una lettera a Berna, fa sentire poveri dentro. Una lettera. Il ministro De Rosa ha scritto una lettera.

Trent’anni di “sa po’ mia” hanno generato una classe politica che resta immobile oppure abbozza soluzioni.

Del resto l’UDC, partito in cui militano persone brillantissime chiuse dalla scarsa lungimiranza di chi lo dirige, non può ottenere niente di buono fino a quando i vertici decideranno di ascoltare chi le idee sostenibili ce le ha. Tutta gente che l’UDC ha in casa, ma i giochetti di potere sembrano essere più importanti del benessere dei ticinesi.

I democentristi hanno voluto affossare un giudice federale, in quota UDC, perché applica le leggi e non le linee di partito (roba da non credere). L’UDC ha tolto l’appoggio al giudice Yves Donzallaz, tutti gli altri partiti lo hanno sostenuto, permettendone la riconferma. Questo è il primo partito in Svizzera. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Le necessità dei “piani B”
Idee, proattività, capacità di leggere le situazioni e preparare strategie per risolvere i problemi.

Un’idea? Abolizione della franchigia per chi va dal medico una volta l’anno. Controlli costanti permettono di prevenire l’insorgere di mali i quali, oltre ad arrecare dolore a chi ne soffre, ai suoi cari più intimi e all’economia, hanno costi di cura più alti. Ma c’è chi dal medico non ci va per non dovere pagare di tasca propria. Una sanità costosissima che, alla fascia economicamente più debole della popolazione, non lascia scampo. Da mettersi le mani nei capelli. Come vincere a una lotteria i cui biglietti sono costosissimi e non avere diritto al premio.

Ci vuole uno statuto speciale, altroché i “sa po’ mia”. Premiare le aziende virtuose e introdurre leggi che le aiutino a fare mercato.

Ci vogliono tavoli di discussione a cui partecipino datori di lavoro, lavoratori e sindacati. Tutti con gli attributi sul tavolo, non con discorsi filosofici da bar.

La misura è colma. Ma questo il popolo ha voluto, questo il popolo ha ottenuto. E il popolo, si sa, ha sempre ragione.

Tags:

You Might also Like