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Instagram e Messenger. Perché Facebook e Google puntano sulle fusioni (non tra loro)

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È iniziata l’integrazione tra Instagram e Messenger. Facebook dà vita a quanto aveva annunciato nel corso del 2019, le conversazioni Instagram e Messenger si completano tra loro, gli utenti possono comunicare senza doverle installare entrambe e, in tempi ancora da definire, a questo duo si aggiungerà WhatsApp.

Mark Zuckerberg ha da sempre scongiurato questa eventualità, rassicurando gli utenti che i due mondi – quello di Instagram e quello di Facebook – sarebbero rimasti separati. Le logiche di business hanno avuto la meglio sulle promesse, certamente sincere quando sono state fatte.

Quello che succede è presto detto: chi usa Instagram può comunicare con chi usa Messenger e viceversa. Ma questo è tema ampiamente trattato dai media di settore e da quelli generalisti. A noi interessa altro.

Nel contempo, Big G ha deciso di raggruppare molte delle proprie app, come riferisce Fastcompany.  Un rebranding che riguarda la produttività e meno l’aspetto ludico rilanciato da Facebook. Ma la sostanza cambia molto poco.

C’è una logica
Dietro a queste fusioni c’è sempre la medesima logica: rendere più semplice l’uso delle app (ovvero “più spontaneo e trasparente”) per gli utenti e raccogliere dati più semplicemente. Niente è gratis.

Inoltre, e non è cosa da poco, il rebranding che tende a unificare ha minori possibilità di finire nelle maglie dell’antitrust americana, storicamente orientata a spezzettare i giganti dell’ICT, così come è successo ad AT&T nel 1984 e così come è stato chiesto facesse Microsoft nel 2000.

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