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Due riflessioni semplici sul Covid (facciamo tre)

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Il lockdown è come qualsiasi altro spauracchio. Non si esorcizza con le parole. Ci vogliono strategie intelligenti, capacità di affidarsi alla scienza e lungimiranza.

Poco più di un mese fa invitavamo i ticinesi a non ascoltare la faciloneria con cui il governo stava affrontando la questione (che poi è la medesima con cui l’ha sempre affrontata).

E qui arriva la prima semplice riflessione. Quando, soprattutto con la riapertura delle scuole, in quasi tutti i paesi interessati dal Covid si raccomandavano le consuete misure di tutela, in Ticino si nicchiava sull’uso della mascherina. Diciamolo con chiarezza: l’impressione che è trapelata da Bellinzona è quella tipica di chi non sa che pesci prendere e si inventa teorie circa la necessità della scuola come fondamento sociale. Innegabile. Ma (molto) dopo il diritto alla salute di ogni cittadino.

In quei giorni il direttore sanitario della Clinica Luganese, Christian Garzoni, ammetteva con candore che la politica avesse visto giusto nel non applicare norme più stringenti per contrastare il Covid. In realtà – e i fatti di questi giorni lo dimostrano – la politica non ha avuto (né aveva) ragione, ha semplicemente giocato con il fuoco. Nessuno poteva conoscere l’evoluzione dei contagi, quindi non usare prudenza è stato un comportamento da cicala, sprezzante e noncurante durante l’estate per poi dovere correre a improbabili ripari durante i mesi rigidi. Questo è successo. Checché ne dica Garzoni.

In un momento, ovvero a partire dagli inizi di settembre, in cui il numero di contagi nel mondo ha cominciato a impennarsi lievemente e in cui gli infettivologi invitavano alla prudenza, in Ticino si è scelta la via della leggera faciloneria. Questi sono i risultati, oggi in Svizzera il virus ha un fattore di diffusione elevato. E la leggerezza estiva e pre-autunnale con cui le autorità hanno gestito la situazione è una delle cause.

Seconda riflessione facile
I virologi che hanno studiato “all’Università della Vita e si sono specializzati all’Ateneo di Facebook” continuano a paragonare i casi di contagio giorno per giorno. Addirittura c’è chi grida allo scandalo perché non si hanno informazioni circa l’età di alcune persone decedute (in Svizzera) per Coronavirus. (Già, perché un conto è morire DI Coronavirus, un conto PER Coronavirus). Quindi, per questi maniaci del dato statistico, se a morire fosse un 90enne il problema sarebbe marginale mentre, se tra i deceduti ci fosse un 30enne, tutti a toccare ferro, tutti a parlare di “seconda ondata” senza farsi domande opportune o accontentandosi di risposte scaramantiche.

In realtà andrebbe considerato il dato “media mobile”, ossia una valore che prende in considerazione un dato giornaliero proiettato, sia in avanti e sia a ritroso nel tempo, di un numero di giorni uguali. Quindi si prende, per esempio, il dato di malati, ricoverati, guariti e deceduti ogni 15 giorni. E su questi si tracciano schemi e considerazioni. I “nuovi casi” sono frutto di indagini sanitarie che, di certo, sono più effervescenti laddove si registrano focolai e molto meno minuziose durante i fine settimana. Ci sono molte variabili che non possono essere espresse facendo la conta giornaliera i cui valori, tra l’altro, non hanno significato se non nell’immediato.

Terza riflessione facile
È meglio mettere una mascherina e tenere distanze tra individui (peraltro civili ed educate) o diventare veicolo di contagio? Speriamo di cuore che questo non accada mai, a nessuno di voi, perché non osiamo pensare come si possa sentire una persona che sa di avere trasmesso il virus ai propri cari e che avrebbe potuto evitarlo con 15 centimetri di stoffa sul viso.

La questione asintomatici
È ancora controversa ma, nuovi studi, sembrerebbero dimostrare due cose su tutte: gli asintomatici non sono sani, hanno la medesima carica virale di chi dimostra sintomi. Inoltre, sostiene una ricerca avviata nella Sud Corea, che ci sarebbero casi di asintomatici i cui organi sono comunque stati danneggiati dal Coronavirus.

L’informazione è una cosa seria, a leggere soltanto i pareri di chi vede il complotto, non rende immuni da nessuna malattia. Stupidità inclusa.

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