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54 reati al giorno. Ecco quanto è sicuro il Ticino

In occasione dei recenti fatti di sangue alla Manor di Lugano, il direttore Norman Gobbi ha sostenuto che il Ticino è sicuro. Ma è vero?

Ventimila reati in un anno, tra i quali 49 contro minori e 22 stupri.

L’accoltellamento dello scorso 24 novembre a Lugano ha spinto il direttore del dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi (non un portavoce del dipartimento, non il suo portavoce, lo ha detto Gobbi in prima persona) a sostenere, senza il conforto dei dati, che il “Ticino è un paese sicuro”.

Cerchiamo di capire quanto abbia ragione, utilizzando i dati che certamente conosce, ovvero quelli della “Statistica criminale di polizia” (SCP), fornita dall’Ufficio federale di statistica ed elaborati dalla Polizia cantonale (il set di dati è del 29 aprile del 2020).

Quanti reati sono stati commessi in Ticino durante il 2019?
Cominciamo dalla definizione di reato, così come riportata nel rapporto SCP: sono contati soltanto i reati noti alla polizia e che rientrano nel Codice penale.

I reati noti nel 2019 sono stati 19.877, il 4,9% in più del 2018. Una media di 54,45 reati al giorno, altrimenti detto 2,27 reati ogni ora. Questi, come detto, sono i reati noti alle forze dell’ordine e non per forza di cose tutti i reati commessi. C’è un mondo di criminalità che sfugge alle forze dell’ordine federali e cantonali.

Una domanda alle madri e alle donne in genere
Nel corso del 2019, in Ticino, ci sono stati 49 reati contro l’integrità dei fanciulli e 22 abusi sessuali. Il Ticino è un luogo sicuro?

Dalle parole ai fatti

Nel corso del 2019, dicevamo, sono stati censiti 19.877 reati, in aumento del 4,9% rispetto al 2018.

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Possiamo già bollare come decisamente inesatta l’affermazione del direttore Gobbi, secondo cui il “Ticino è un Paese sicuro”.

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(Immagine: ilCronista)

Oltre a ciò, che appare scontato, vanno rilevate la necessità e il dovere (da parte di tutto il governo e di tutto il parlamento) di parlare con chiarezza all’elettorato. Considerando che, tra gli elettori di qualsiasi Paese, c’è chi si fa prendere per il naso con facilità, un ministro di spessore dovrebbe sentire forte la responsabilità di dire sempre le cose come stanno e, se si dimostrasse inadatto ad assolvere il compito per cui è stato eletto, di dimettersi. Ma non è questo il caso.

Nel dettaglio
Entriamo nel dettaglio per capire meglio. Sono aumentati a dismisura gli episodi di lesioni gravi e i reati di stampo sessuale. La violenza carnale è in forte crescita (+214,3%). Per contro sono diminuite estorsioni e furti di veicoli. Il problema è proprio questo: la politica del dipartimento delle Istituzioni vive di impressioni di facciata. Quanti di voi possono subire una potenziale estorsione? E quanti di voi possono potenzialmente essere vittime di violenza?

Appare quindi evidente che tendono a diminuire quei reati che, per loro natura, hanno poche probabilità di essere perpetrati, mentre c’è una crescita di tendenza tra i reati a danno delle fasce più deboli della popolazione. Gli atti sessuali contro i fanciulli, per fare un esempio, sono aumentati del 58% in un solo anno. Sono aumentati del 10,5% i reati legati al traffico di stupefacenti.

Lo chiediamo al direttore Norman Gobbi: qual è la sua accezione di “sicuro”? (L’unica cosa sicura è che non risponderà).

Per consultare il dettaglio dei reati è sufficiente cliccare su una delle 6 tipologie di reato.

Il Ticino NON è un paese sicuro
A fare le spese dell’incapacità istituzionale di chi sostiene che il Ticino sia un paese sicuro sono proprio le vittime dei reati quali quelli commessi contro l’integrità della persona a cui ogni stato sicuro dovrebbe porre maggiore attenzione. Questo è quanto, questa è la realtà. Il resto è fantapolitica e abbellimento dei fatti.

E no. Non importa se la Bassa bergamasca, la Renania o l’Ohio sono meno sicuri del Ticino. Qui il classico “e allora le Foibe?” non c’entra nulla: il ministro Gobbi, raccontando una verità molto di parte, ha sostenuto che il Ticino è un paese sicuro. E non lo è. Per niente. E non lo sarà mai, fino a quando l’approccio delle istituzioni sarà così decentrato dalla realtà dei fatti.

E no. Non importa se i reati sono commessi da ticinesi, svizzeri, italiani, gialli, rossi, neri, cattolici o islamici. Il Ticino non è un paese sicuro.

Il primo pericolo di un paese esposto ai rischi dei reati e delle violenze è il ministro di riferimento che nasconde il problema sotto il tappeto. Il Ticino non è un paese sicuro.

Se la soluzione fosse aumentare gli effettivi delle forze dell’ordine, con ogni probabilità, qualcuno nel mondo ci sarebbe arrivato prima del direttore del dipartimento delle Istituzioni.

In conclusione, resta una sola domanda: esattamente, Gobbi, che cosa sta facendo per il Ticino? (Oltre a dire che è un paese sicuro). I dati che lo smentiscono sono elaborati da una costola del dipartimento che dirige.

Il Ticino merita molto di meglio di una classe politica così. Merita un Paese sicuro.