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100 edizioni de ilCronista

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Questa è l’edizione numero 100 de ilCronista, avventura di giornalismo partecipativo iniziata a dicembre del 2018 per dare ai lettori uno spunto diverso da quello offerto dai media tradizionali i quali, (anche) in Ticino, vivono troppo di notizie che non sono tali e tendono a evitare di dare strumenti a chi legge, affinché si faccia un’idea propria di ciò che sta accadendo.

Siamo pochi (ma ci siamo)

Ci ispiriamo a ciò che diceva Giuseppe Fava, giornalista italiano ucciso da Cosa nostra il 5 gennaio del 1984 e che ha lasciato, insieme ad altri, un’eredità pesante per le coscienze di chi vuole fare vero giornalismo. Certo, a volte usiamo toni “frizzanti”, a volte ci spingiamo laddove il lettore non è abituato ad arrivare ed è questo che è ilCronista. Facciamo ciò che i media dovrebbero fare e non sempre fanno.

Non accettiamo denaro da nessuno, il sito è completamente autofinanziato, perché non vogliamo mettere l’informazione al soldo di pochi. Diamo spazio ai lettori e lasciamo che ognuno dica ciò che vuole, anche quando (e capita spesso con i lettori di una certa fazione politica) ci vengono mosse critiche fantasiose. Ma il lettore non si giudica, lo si lascia fare.

Tanto lavoro, zero denunce

Hanno cercato di zittirci, ci hanno promesso querele e denunce, ci hanno promesso guai. Non è mai successo nulla e il numero di lettori (grazie!) continua ad aumentare, e a noi questo basta.

Di denunce non ne sono mai arrivate, siamo stati noi – a tutela di una nostra giornalista – ad avere segnalato un individuo al ministero pubblico. Gli insulti e gli improperi che ha elargito non devono rimanere sospesi nel nulla.

Inutile dire che questo figuro è un supporter sfegatato di una certa aera politica. Un fatto che non stupisce e che, al contrario, conferma ciò che emerge leggendo ilCronista: questo il popolo ha voluto, questo il popolo ha ottenuto. La domanda è un’altra e può essere esaudita soltanto comprendendo che un certo modo di fare politica è apprezzato da descolarizzati, cafoni e senza prospettiva. Infatti una certa area politica, anche in Ticino, sta eliminando ogni possibilità di futuro, inveendo a destra e a manca senza mai trovare una soluzione.

Il futuro, come sosteniamo da 100 sabati, lo si immagina e poi lo si realizza. Per farlo ci vuole una linea programmatica, ci vuole coraggio e ci vuole visione sul lungo termine.

Grazie di leggerci!

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