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L’Intelligenza artificiale di Deep Nostalgia che dà vita alle fotografie

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L’azienda My Heritage si occupa di araldica, mette a disposizione gratuitamente (occorre registrarsi al sito) un’Intelligenza artificiale (AI) chiamata Deep Nostalgia che restituisce, a fronte di una foto caricata, dei brevi video in cui i volti prendono vita. C’è chi ci sta giocando parecchio, usando foto di santi, statue e quadri e chi, in linea con la nostalgia che dà il nome al software, ne approfitta per “riportare in vita” un caro estinto.

Come al solito (e in modo a volte un po’ grottesco) gli utenti sono divisi in due, tra chi si entusiasma e chi ricorre agli aggettivi più spendibili, come “inquietante” e “preoccupante”.

Questo dimostra quanto internet non sia un mezzo per tutti: il punto della faccenda non è quanto sia inquietante o preoccupante la capacità dell’elaborazione visiva delle intelligenze artificiali, è l’assoluta mancanza di cognizione: My Heritage sfrutta l’ignara volontarietà degli utenti per migliorare i propri sistemi machine learning. E che uso ne faccia e quali limiti si ponga (per usare il servizio, come detto, occorre registrarsi al sito attraverso le credenziali Facebook o Google) nel curiosare tra le foto degli utenti, non è dato sapere, considerando anche che, le policies e i termini d’uso, sono vaghi in più di un aspetto.

Al lettore le proprie autonome conclusioni. A noi sembra un esempio costruttivo delle frontiere che sono state varcate di recente, sia dal punto di vista del machine learning, sia dal punto di vista della pregnante dabbenaggine di chi usa il web senza conoscerlo.

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