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Covid, la Svizzera esempio mondiale per il vaccino

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Fioccano le critiche sul Consiglio Federale, alcune fantasiose se non addirittura cialtronesche ma, fatti alla mano, il piano elvetico per la somministrazione del vaccino è un esempio per tutto il mondo.

Riproponiamo qui la traduzione di un articolo apparso su The Local.

Nonostante ritardi e altre battute d’arresto, il programma svizzero per la vaccinazione ha già mostrato risultati in diversi settori. Secondo gli ultimi dati (aggiornati al 12 marzo 2021), il 14,09% della popolazione (ossia 1,2 milioni di persone) è stato vaccinato e il 3,85% (322mila persone) ha ricevuto anche la seconda dose.

Numeri meno prestigiosi di quelli realizzati da Israele e dal Regno Unito ma al di sopra della media dei paesi Ue. Tutto ciò facendo affidamento soltanto su due produttori, Moderna e Pfizer-BioNTech. Nonostante l’acquisto di 5,3 milioni di dosi da AstraZeneca, Berna ha deciso di non procedere con la somministrazione del vaccino alla popolazione, così come ha rifiutato di produrre in patria i vaccini, apparentemente per motivi amministrativi.

Le ricadute positive del programma di vaccinazione

La campagna di vaccinazione si è rivelata efficiente ed efficace in diverse aree. A differenza di altri paesi, Regno Unito incluso, in cui gran parte della popolazione ha ricevuto una sola dose di vaccino, la Svizzera ha assegnato le priorità in modo intelligente, individuando le categorie di persone a rischio con tanta celerità da riuscire a somministrarle loro, almeno nella maggior parte dei casi, la seconda dose. Nel Canton Ginevra il 94% delle persone che rientrano in una categoria a rischio hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino. I risultati (vedi grafico sotto) sono incontrovertibili: i casi di Covid-19 tra le persone over 80 sono diminuiti in modo netto (-29%) e, seppure in modo meno marcato, si è registrato un calo di casi (-7,6%) anche tra le persone tra i 70 e i 79 anni di età.

C’entra davvero il vaccino?

Le diminuzioni di casi di Covid-19 sono state più marcate nelle fasce di età della popolazione maggiormente interessate alla somministrazione dei vaccini. Nella fascia d’età tra i 60 e i 69 anni, meno soggetta alla campagna vaccinale, i casi sono diminuiti nel complesso dell’1,4%.

Hanno avuto un peso specifico anche le clausure e le altre misure imposte dal Consiglio Federale ma è certamente visibile anche l’apporto e il contributo dei vaccini.

Diminuzione dei ricoveri

I ricoveri in Svizzera sono diminuiti e, dall’inizio della campagna vaccinale, le diminuzioni più nette si sono registrate tra le persone più anziane, ovvero quelle che rientrano nelle fasce di età individuate dalla Confederazione come prioritarie per la somministrazione del vaccino.

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