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Eutanasia, il diritto di morire è una grande forma di rispetto della vita

La Spagna ha approvato la legge sull’eutanasia. Il supporto alla morte farà parte dei servizi sanitari spagnoli. Un grande atto di apertura, ma c'è ancora molto da fare

Qualsiasi avvenimento può essere osservato da diversi punti di vista. L’eutanasia non fa eccezione: o la si osserva restando legati al concetto di morte, oppure legandosi a quello di libertà e di rispetto delle persone.

È un tema delicato e variegato, uno di quei dilemmi che assumono lo spessore del dibattito in cui si inseriscono e che corre a vele spiegate, al di là della pubblica opinione che ne parla dal proprio punto di vista e non da quello di chi non ha più speranze di condurre un’esistenza dignitosa.

Non c’è una sola eutanasia

Quando si parla di eutanasia si tende a riunire in un unico sostantivo diverse derivazioni:

  • Eutanasia attiva diretta: il decesso avviene per somministrazione di farmaci
  • Eutanasia attiva indiretta: sono i farmaci e i mezzi impiegati per alleviare il dolore a causare il decesso
  • Eutanasia passiva: il decesso avviene per interruzione dei trattamenti necessari alla sopravvivenza
  • Eutanasia volontaria: la richiesta viene fatta dalla persona che intende porre fine alla propria vita, anche se incapace di intendere, facendo leva sul testamento biologico
  • Eutanasia non volontaria: è richiesta da terze persone che fanno le veci del malato incapace di intendere

Altra cosa è il suicidio assistito, in cui la persona assume in modo autonomo le sostanze letali che sono state preparate da personale autorizzato.

Difendere il diritto alla morte è più di un gesto o di una volontà politica, è un grande riconoscimento all’essere umano il quale, come natura impone, non può nascere come e dove vuole ma – entro certi limiti – può morire come ritiene essere più dignitoso.

Ha vinto l’etica

La Spagna, come tutti i paesi al mondo in cui è legale almeno una forma di eutanasia, ha posto dei paletti. Può farvi ricorso chi soffre di malattie gravi, croniche, disabilitanti o incurabili. Malattie che generano una sofferenza intollerabile, sia questa fisica o psichica.

I deputati iberici hanno approvato la legge con 202 voti favorevoli, 141 voti contrari e 2 astenuti. Un’ampia maggioranza, ma quei 141 pareri contrari sono un campanello d’allarme forte e chiaro che dimostra quanto la morale o le convinzioni personali o religiose siano ancora motore essenziale dell’uomo. C’è ancora molto da fare per diffondere l’etica tra gli scranni della politica. I grandi temi non si risolvono né con la morale né con le bandiere religiose e si possono affrontare soltanto se è l’etica a guidare.