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Le pmi licenziano. Servono nuove idee

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Servono nuove idee. Anzi, servono nuove idee per il Ticino, già rodate altrove in Svizzera e nel mondo.

Un sondaggio curato dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo, svolto su un campione di 251 aziende, ha dato fumata nera: il 21% delle Pmi ha provveduto a dei licenziamenti a causa della crisi economico-pandemica. A settembre del 2020 erano il 5%. Si è passati da una su venti a una su cinque. La progressione matematica non suggerisce niente di buono. E quindi?

La situazione in Ticino

Il Ticino è terra meravigliosa anche per l’innovazione, specialmente per le Smart city, l’internet delle cose e l’internet industriale delle cose. Certo, per sensibilizzare i poteri economici e quelli politici occorrerebbe avere dei poteri economici e politici capaci di captare la portata dell’argomento e, nonostante una forte sensibilizzazione portata avanti soprattutto dal PLR, le orecchie degli altri partiti sono rimasti sordi. Lo diciamo da mesi: questo il popolo ha voluto, questo il popolo ha ottenuto. L’unica cosa certa è che, continuando a votare individui di evidente incompetenza, protestare per l’assenza di lavoro sembra un ossimoro.

La realtà dei fatti è semplice: l’imprenditoria innovativa, quella che non dipende dalla pandemia e che crea impiego, in Svizzera ha una sua fisionomia. In Ticino no, tant’è che ogni 100 franchi investiti in aziende confederate, soltanto 5 franchi sono destinati al Ticino.

C’è un mondo imprenditoriale pieno di idee che cerca casa, il mondo grida “Avanti”, il Ticino no. Se chi legge è disoccupato, si chieda come sarebbe la sua vita se fosse inserito in una di quelle tante realtà aziendali che assumono e che garantiscono stipendi dignitosi.

Zugo lo ha capito

Il Canton Zugo è chiamato nel mondo la Crypto Valley, terra esemplare per lo sviluppo di criptovalute, blockchain e sistemi finanziari ad alto apporto innovativo. Il governo cantonale ha costruito una legislazione apposita. Ne godono l’economia, l’impiego e il nome della Svizzera nel mondo. Giacché è impossibile che 350mila ticinesi si trasferiscano Oltralpe, sarebbe lecito chiedere ai poteri forti ticinesi di sintonizzarsi sui canali della fattibilità, piuttosto di rimanere ancorati ai canali della retorica, del frontalierato e dell’odio sotto diverse forme. Ma tant’è… questo il popolo ha voluto, questo il popolo ha ottenuto.

Quello che serve

Serve un dipartimento per l’Innovazione. Dovrebbe essere apolitico, assegnato per meriti e non mediante votazioni. Il rischio, però, è che a trovare vertici capaci che siedano in questo ipotetico dipartimento, i direttori dei dicasteri cantonali attuali possano fare una magra figura. Ma, a costo di essere ripetitivi, questo il popolo ha voluto…

 

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