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Fact Checking: La Brexit secondo Piero Marchesi

Il presidente UDC Ticino e consigliere nazionale ha sostenuto che se il Regno Unito ha rivisto gli accordi con l’Europa in virtù della Brexit, lo può fare anche la Svizzera. Ha ragione?

Se lo ha fatto il Regno Unito, anche la Svizzera può rivedere gli accordi con Bruxelles. Questa la sintesi di una mozione che il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi ha depositato lo scorso 2 marzo a Berna.

Ha senso quello che sostiene Marchesi? Verifichiamolo.

La Brexit ha destato da subito, nei cittadini britannici che l’hanno approvata, qualche dubbio. Con il passare dei mesi sono nati fronti disorganizzati che hanno tentato di indire il referendum retromarcia. Molti britannici si sono sentiti traviati dalla comunicazione, non sempre limpida, con cui i fanatici del Sì, hanno sponsorizzato la Brexit, annunciando vantaggi che non si sono visti e che, con il senno di poi (dopo la votazione) e a bocce ferme, sono apparsi di difficile realizzazione.

Le grandi aziende e le multinazionali con quartieri generali nei territori britannici hanno spostato le proprie sedi all’estero, per rimanere sotto l’egida degli accordi bilaterali, con conseguente aumento della disoccupazione che, nel Regno Unito, ha superato il 5% facendo segnare il risultato peggiore negli ultimi 5 anni. Non è ancora possibile addebitare questo dato alla Brexit, complice il Covid-19 che sta facendo impennare ovunque le file agli uffici per il lavoro.

Le aziende che hanno tenuto duro, per lo più aziende locali, sono rimaste tagliate fuori dai rispettivi mercati. Le esportazioni sono calate drasticamente e, per la Svizzera, che di export vive, sarebbe un disastro.

Quindi, sommando tutto ciò, è evidente che le affermazioni di Marchesi non superano la prova dei fatti.

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(Immagine: ilCronista)

Non va tralasciato il “piano B” disegnato dal Regno Unito per supplire alle mancanze conseguenti alla Brexit: accordi con l’Asia, aumento delle spese militari, la necessità di lanciare un satellite e un aumento delle testate nucleari. C’è da chiedersi cosa possa fare la Svizzera se fosse costretta, così come lo è stato il Regno Unito, a ridisegnare geografie economiche, politiche e più in generale di partenariato.

Si riflette lo schema dell’UDC cantonale che caratterizza la guida di Marchesi: critiche tante, idee praticabili molte meno, soluzioni attuabili tendenti allo zero. C’è da chiedersi se Marchesi è tra i pochi a non avere afferrato le conseguenze nefaste che stanno ricadendo sul Regno Unito o le mistifica per tirare acqua al suo mulino.

Questo il popolo ha voluto, questo il popolo ha ottenuto.