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Di cosa si muore in Svizzera (non solo Covid-19)

Un report dell’Organizzazione mondiale della sanità datato 2018 riporta le principali cause di decesso registrate in Svizzera. Il Covid-19 non c’era

Non occorre essere Greta Thunberg per comprendere che l’ambiente e le abitudini di vita hanno un impatto viscerale sulle condizioni di salute di ogni ordine e genere di essere vivente sulla Terra.

Uno studio dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicato nel 2018 e realizzato su dati aggiornati al 2016, mostra le ricadute delle politiche ambientali e di prevenzione sulla salute dell’uomo. Ognuno, per fare proprio, deve chiedersi se le misure attuate sono efficaci e se la visione politica è soppesata, centrata e lungimirante. In questa sede ci limitiamo a mostrare i numeri senza forzare il lettore verso una o l’altra decisione.

La situazione nel mondo

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Il report si concentra sui “noncommunicable disease”, indicati con l’acronimo NCDs, ovvero le malattie non trasmissibili quali cancro, diabete, disfunzioni al sistema cardiovascolare, suicidi e ferite mortali. Si limita a valutare le malattie trasmissibili in gravidanza, soprattutto se legate a disfunzioni alimentari le quali, ancora una volta, posso dipendere da variabili ambientali.

L’immagine qui sopra è tanto lapidaria quanto di semplice lettura: dei 57 milioni di decessi censiti, il 71% (40,47 milioni, ovvero 5 volte la popolazione svizzera) è legato a malattie non trasmissibili, quindi legate in qualche modo alle condizioni di vita e all’ambiente. È importante fare questa distinzione: lo stile di vita è determinante. Abuso di alcolici e tabacco, così come vita sedentaria e alimentazione non calibrata sono cause per lo più potenzialmente letali di malattie non trasmissibili; resta però intrinseca la variabile ambientale perché, se nei paesi ricchi nutrirsi male è una scelta, in quelli poveri è l’unica possibilità, se non la migliore in assoluto.

La risposta dei sistemi sanitari, la sensibilità e quindi le campagne di prevenzione nazionali sono determinanti e, ancora una volta, sono avvantaggiati i paesi ricchi ed è soprattutto per questo che alti tassi di decesso non sono tollerabili.

La situazione in Svizzera

I valori relativi a malattie cardiovascolari sono in linea con quelli globali, considerando però che questi ultimi comprendono anche Paesi emergenti e non ancora emergenti. Dato che deve indurre a una riflessione ampia. I decessi per cancro sono di 11 punti percentuali superiori a quelli globali, così come sono superiori quelli relativi al gruppo identificato “altre malattie non trasmissibili”, calcolate in misura del 24% contro il 15% registrato globalmente.

Il 90% dei decessi in Svizzera (dato molto superiore a quello globale del 71%) è da ricondurre a malattie non trasmissibili.

Il grafico a sinistra mostra un andamento positivo, con cali e previsioni di calo dei decessi nel prossimo futuro. Tuttavia, il lavoro da fare – soprattutto in materia di sensibilizzazione – appare ancora corposo.

Diminuiscono nel tempo (i dati completi sulla Svizzera si trovano a pagina 195 del report linkato a inizio articolo) i fumatori, i problemi legati alla pressione sanguigna ma aumentano i casi di obesità, tipici peraltro dei Paesi ricchi.

Le valutazioni dell’Oms pongono la Svizzera tra i paesi più attivi nella sensibilizzazione e nel garantire cure di alto livello. Turbano però i dati relativi alle morti premature e all’inattività fisica e psichica.