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Svizzera Unione Europea, fine dei dialoghi?

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Il Consiglio federale svizzero ha deciso di porre fine ai colloqui con l’Unione Europea, una serie di trattati bilaterali che coprono vari aspetti, come il commercio, non potranno essere aggiornati.

L’Unione Europea, in un comunicato ufficiale, ha evidenziato che: “senza questo accordo, questa modernizzazione delle nostre relazioni non sarà possibile e i nostri accordi bilaterali inevitabilmente invecchieranno: sono passati 50 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo di libero scambio, 20 anni dagli accordi bilaterali I e II. Già oggi non sono all’altezza di come dovrebbero e potrebbero essere le relazioni UE-Svizzera“.

Tutto ciò appare ancora più incredibile alla luce del fatto che la Svizzera è il quarto partner commerciale dell’Unione Europea.

La presidente dell’Commissione europea Ursula Von der Leyen sperava di fare un passo avanti con il presidente della Confederazione Elvetica Guy Parmelin ma i contrasti su punti vitali come le norme sugli aiuti di Stato, la libera circolazione delle persone con l’ampiamento quindi della platea di chi può accedere al sistema di welfare svizzero e la tutela dei salari svizzeri più elevati hanno fatto arenare il confronto.

I problemi cominciano ora

La Svizzera non ha saputo presentarsi con gli argomenti giusti per avviare una discussione che contemplasse una trattativa affrontabile. Lo stallo nei dialoghi tra Berna e Bruxelles non sorride a nessuno ma va incastonato in un contesto più onesto di quanto gli europeisti si ostinino a fare: i danni sono maggiori per la Confederazione di quanto non siano per l’Europa unita. Da qui occorre partire per comprendere quanto l’Europa, che piaccia o no, viva un rapporto mutuale con la Svizzera non soltanto in ambito economico ma anche politico e culturale. L’Europa unita e la Svizzera sono vicini di casa, di più, vicinissimi.

Ogni giorno tra i Paesi Ue e la Svizzera transitano cifre astronomiche, molto prossime al miliardo di franchi svizzeri: scambi commerciali, depositi, forniture in entrata e in uscita. Ci sono inoltre 430mila svizzeri che vivono in uno degli Stati membri e, in maniera analoga, un milione e mezzo di cittadini europei vivono in Svizzera.

Gli scambi Svizzera – Ue danno lavoro, in modo diretto e indiretto, a circa un milione e mezzo di persone.

Raffreddare i rapporti tra partner di questa caratura non giova a nessuno, ma alla Svizzera giova meno.

 

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