protonmail, giuditta mosca, ilcronista, il cronista
News Tecnologia

ProtonMail, servizio di posta elettronica svizzero, è al centro delle critiche

Il servizio di posta elettronica svizzero ProtonMail sta diventando oltremodo famoso all’estero. In queste ore è al centro di critiche aspre poiché, come ha peraltro annunciato la medesima società, ha fornito alle autorità francesi l’indirizzo IP di un attivista ambientale. Ma accusare ProntonMail è frettoloso e ingiusto.

Cosa è successo

Si è trattato di una triangolazione di cui ProtonMail è solo un lato. A comporre la figura geometrica hanno contribuito attivamente l’Europol (l’ufficio europeo di polizia con sede centrale all’Aia), la polizia francese e, in ultima istanza, la polizia svizzera. Dire che ProtonMail abbia collaborato con le autorità francesi è quindi fuorviante.

La notizia, riportata da TechCrunch, è occasione di diverse riflessioni, a partire dal fatto che ProtonMail dichiara pubblicamente di non fare incetta dei dati dei propri utenti (tra questi anche l’indirizzo IP) e di rispondere esclusivamente alle leggi elvetiche. Non registrare gli indirizzi IP degli utenti per impostazione predefinita non coincide con il non essere in grado di fornirli su richiesta. E questo è il primo malinteso che si diffonde tra chi è certo di potere agire in maniera anonima sul web.

L’attivista francese, tra l’altro, è finito sotto la lente della polizia francese e di quella europea a causa dell’attività del gruppo ambientalista di cui fa parte e che si schiera contro la speculazione immobiliare e combatte contro la gentrificazione, ossia la riqualificazione di aree urbane per destinarle a un’utenza abbiente. Lotta che in terra Trans-Alpina sta conquistando spazi (anche mediatici) sempre più imponenti.

Le considerazioni

In virtù della propria sede in Svizzera, ProtonMail può non rispondere alle richieste di stati esteri ma deve osservare quelle delle autorità elvetiche. Quando ha ricevuto l’ordine di registrare i dati dell’utente francese, ProtonMail non ha potuto disobbedire.

Il Ceo Andy Yen si è schierato moralmente dalla parte di chi dispensa critiche ma non ha mai sostenuto – peraltro con trasparenza e onestà – di potere erigersi al di sopra delle leggi elvetiche.

Un andamento preoccupante (che premia ProtonMail)

Il Transparency Report pubblicato da ProtonMail è allarmante: nell’arco di una manciata di anni (a partire dal 2017) le richieste di accesso ai dati da parte delle autorità svizzere sono aumentate a dismisura fino a superare i 3.500 casi in un singolo anno (circa 10 al giorno).

ProtonMail cede alle richieste delle autorità soltanto quando sono incontrovertibili e solleva obiezioni quando ritiene che le autorità siano nel torto. Questa è una garanzia di cui occorre tenere conto ancora più del fatto di avere accontentato le autorità francesi in questo specifico caso.

Con la stessa trasparenza con cui scriviamo queste righe, ribadiamo che ProtonMail (e anche ProtonVPN) e Threema, tutti servizi elvetici, sono il meglio che la tecnologia possa offrire nei rispettivi settori di competenza. E non basta un’eccezione rarissima e al limite per metterlo in discussione.