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La capitale dei ticinesi? Faido

La capitale del Ticino resta Bellinzona. La capitale dei ticinesi è Faido, il centro di 3mila abitanti il cui sindaco Corrado Nastasi pensa, parla e ragiona come se fosse sindaco di New York.

Eletto ad aprile di questo 2021, durante il mese di giugno ha rilasciato un’intervista al Corriere del Ticino che dovrebbe entrare negli annali e che molti dei personaggi che animano il palcoscenico politico cantonale e comunale dovrebbero leggere, rileggere e fare propria.

Promesse o no? PPD o no?

Fino a quando le sue parole non si cristallizzeranno nella realtà, restano promesse dialettiche. Certo. Ciò che interessa però non è né il suo schieramento politico (PPD) né la sua capacità di dare corpo alle sue parole (la giudicherà il suo elettorato): ci interessa ciò che dice e come lo dice.

Ci interessa che mostri un’intelligenza attuale e tanto trasversale da rendere ininfluente il partito in cui milita. Le sue osservazioni rappresentano il vero spirito ticinese: mente, cuore e ottimismo. Vengono i brividi a pensare cosa sarebbe potuto essere del Ticino senza le intolleranti interferenze di un trentennio politico acido e rancoroso.

Al di là della retorica

Quella di Faido può sembrare una realtà discosta e atipica. Piccolo centro stretto tra le Alpi, una dimensione quasi parallela alla frenesia capitolina o luganese, ha però quell’amalgama che si trova più o meno ovunque nel Cantone, e allora Faido diventa Bellinzona, Chiasso o Mendrisio: tasso di stranieri al 22,4% e persone over 65 al 24,4%.

Dati sufficienti a rendere Faido un qualsiasi centro ticinese, laddove altre forze politiche vincono fomentando l’indifferenza o la rabbia di quei ticinesi che si dicono tali ma che hanno perso il DNA popolare.

Smorzare i toni (e le domande) riaccende la speranza

Alla domanda “Cosa significa oggi essere un politico PPD?”, Nastasi brilla come pochi: smorza il quesito e risponde limitandosi a dire cosa significa per lui esserlo. La risposta (vedi primo link nell’articolo) è questa: “significa valorizzare i singoli, sostenere i più deboli, porsi al centro con oggettiva pacatezza e rispetto del prossimo, porre la famiglia al centro del sistema, esprimere tolleranza per tutti, e promuovere una politica basata sul dialogo e la correttezza del confronto”.

Non è una risposta pipidina, socialista o liberale (men che meno leghista), è una risposta intelligente, ampia, etica, di vastissimo respiro. Tanto ampia da non potere essere ascritta a questo o a quel partito, tanto ampia da essere lasciata libera appannaggio degli uomini di buoni costumi.

Gente valida in Ticino, ce n’è. Si chiamano ticinesi. Quelli veri.