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Facebook vuole creare 10mila posti di lavoro. La Svizzera si faccia avanti

La notizia è qui e, riassunta in breve, dice che Facebook vuole creare 10mila posti di lavoro in Europa nei prossimi cinque anni. Menlo Park ha scelto il Vecchio continente per sviluppare il proprio metaverso, un mondo fatto di esperienze virtuali nel quale e con il quale l’uomo può interagire. Bello o no, non è questo il punto.

La Svizzera sarebbe il posto ideale

L’Europa non è un centro tecnologico. Se pensiamo agli Usa, possiamo sciorinare nomi di aziende Tech: Amazon, Microsoft, Oracle, Adobe, IBM, Google, Apple, eccetera.

L’Asia non è da meno: Samsung, Huawei e Alibaba, Tencent e Xiaomi. Possiamo andare avanti a lungo. Ora facciamo lo stesso con l’Europa. Ecco.

L’Europa non ha un baricentro tecnologico e non è un centro tecnologico. La Svizzera, al di là delle ottusità governative, sarebbe il terreno fertile per fare crescere un compatto e potente comparte Hi-tech. Il territorio si presta a qualsiasi tipo di test di smart city e guida autonoma. Le leggi in materia bancaria sono ottimi deterrenti per i mercati mondiali delle criptovalute.

Per restare nell’ambito bancario, la capillare cultura della valuta elettronica, può essere un meraviglioso laboratorio per il Fintech, la tecnologia legata alle banche, ai servizi finanziari e ai pagamenti.

Che il Consiglio federale si muova

La Svizzera non fa parte dell’Unione europea ma i rapporti bilaterali la tengono nella schiera dei parenti prossimi di Bruxelles. Il vantaggio di avere sul territorio nazionale aziende come Facebook sta proprio nelle filosofie di assunzione dei giganti del tech: vogliono competenze, non salari al ribasso e risparmi estremi sulle risorse umane.

In questa riflessione, ovviamente, non si sta parlando soltanto di Facebook ma anche di Facebook. Ogni continente – esclusa l’Europa – ha una forte e sempre crescente cultura digitale. Non sono soltanto aziende che producono beni, producono anche dei beni ma, tutte, hanno un’intensa attività di ingegnerizzazione, ricerca e sviluppo.

Se l’Asia è l’impero mondiale della produzione, altrettanto non si può dire per lo sviluppo e la ricerca, che avviene – in gran parte – nell’emisfero occidentale del globo. Se per Facebook l’Europa è un luogo ideale, per l’Europa la Svizzera potrebbe essere l’isola dei sogni. Ma occorre che qualcuno, ossia il governo federale, vada a Bruxelles a spiegare perché dirottare parte di quei 10mila posti di lavoro in Svizzera sarebbe un affare per Facebook e per tutte le aziende che, in futuro, decideranno di sviluppare parte dei propri business nel Vecchio continente. Una trattativa che pone la Confederazione in una posizione forte, al contrario di quanto accaduto fino a oggi.

Occorre anche che degli emissari elvetici (non politici, ma tecnici, per carità) vadano a Menlo Park come ambasciatori di Berna.

C’è un’occasione da prendere al volo. Non si tratta soltanto di attirare aziende Hi-tech, si tratta di diffondere benessere e cultura digitale.